Dalle acrobazie di Tom Cruise al mito del “Singles Bar”: la vera storia di TGI Fridays in Cocktail
Se avete visto il film cult del 1988 Cocktail, ricorderete sicuramente la scena in cui un giovane Tom Cruise (nei panni di Brian Flanagan) impara l’arte del flair bartending — la miscelazione acrobatica — sotto la guida del cinico mentore Doug Coughlin. Sullo sfondo di quel mitico bancone, tra neon e tendoni a righe bianche e rosse, campeggia un’insegna inconfondibile: TGI Fridays.
La presenza del marchio nel film non è una semplice finzione cinematografica o un casuale product placement, ma un omaggio alla storia stessa della miscelazione moderna. L’insegna che si vede nella pellicola rappresenta il locale originario situato all’incrocio tra la 63ª Strada e la First Avenue a Manhattan, New York. Sebbene gli interni del film siano stati ricostruiti in studio a Toronto per ragioni di budget, la produzione si ispirò fedelmente all’atmosfera e ai ritmi frenetici del vero TGI Fridays dell’Upper East Side.
Com’è nato il mito: a caccia di assistenti di volo
Per capire come questo marchio sia diventato un colosso globale, bisogna fare un salto indietro nel tempo fino al 15 marzo 1965. All’epoca, Alan Stillman, un venditore di profumi single, viveva proprio nell’Upper East Side, un quartiere all’epoca popolato da moltissime giovani donne single (soprattutto modelle, segretarie e assistenti di volo della Pan Am).
Stillman notò un problema: a metà degli anni ’60, i bar e i saloon pubblici erano considerati territori prettamente maschili. Le donne single si incontravano quasi esclusivamente in occasione di cocktail party privati. Per risolvere il “problema” e avere un posto dove socializzare, Stillman chiese un prestito di 5.000 dollari a sua madre e rilevò un pub di quartiere, il Good Tavern.
Lo rivoluzionò completamente. Lo battezzò TGI Fridays (acronimo di “Thank God It’s Friday”, Grazie a Dio è venerdì), inserì pavimenti in legno, ringhiere in ottone, vetrate colorate e i famosi tendoni a righe. Nacque così, di fatto, il primo vero “singles bar” della storia: un ambiente informale, sicuro e di tendenza dove uomini e donne single potevano finalmente incontrarsi liberamente davanti a un drink. Il successo fu clamoroso: nel primo anno il locale incassò un milione di dollari e si formarono file chilometriche fuori dalla porta.
Da bar di tendenza a fenomeno globale
TGI Fridays non divenne famoso solo per l’aspetto sociale, ma anche per aver rivoluzionato la cultura del bar:
- L’accademia dei bartender: Stillman impose regole rigide. I bartender dovevano memorizzare centinaia di ricette, eseguirle alla perfezione e intrattenere il pubblico. È proprio in questa rigorosa scuola reale che affondano le radici le coreografie acrobatiche portate sul grande schermo da Tom Cruise (l’attore fu addestrato proprio dai bartender della catena).
- Le invenzioni storiche: Il brand rivendica l’invenzione del celebre cocktail Long Island Iced Tea, la paternità culinaria delle loaded potato skins (le iconiche bucce di patata ripiene) e l’introduzione su larga scala del concetto di Happy Hour.
Negli anni successivi, con lo spostamento della clientela originaria verso la vita familiare, TGI Fridays ha gradualmente abbandonato la veste di “covo per single” per trasformarsi nella celebre catena di casual dining adatta alle famiglie che oggi conosciamo in tutto il mondo. Tuttavia, la pellicola Cocktail rimarrà per sempre il manifesto visivo dell’epoca d’oro in cui quel bar di New York era il centro gravitazionale della vita notturna e della mixologia pop.