Nel terzo (e ultimo) capitolo della saga di Ritorno al Futuro, ambientato nel selvaggio West del 1885, il “Resuscitamorti” (in lingua originale chiamato semplicemente Wake-Up Juice) è un rimedio d’emergenza estremo inventato dai baristi del saloon, Chester e Joey, per far passare istantaneamente una colossale sbornia a Doc Emmett Brown.
Pochi momenti prima, Doc, disperato per l’addio di Clara Clayton, beve un solo cicchetto di whisky al bancone e sviene all’istante (avendo un’intolleranza totale all’alcol). Per svegliarlo in tempo ed evitare il duello con Buford “Cane Pazzo” Tannen, Marty non ha altra scelta che fargli somministrare questo intruglio.
Gli “incredibili” Ingredienti
Nel film vediamo il barista unire in un boccale di birra una serie di elementi a dir poco incendiari, se non devastanti, alcuni però presenti in drink ancora oggi in voga. Secondo la sceneggiatura e la trasposizione letteraria ufficiale del film, la ricetta del Resuscitamorti comprende:
- Salsa Tabasco (un’intera bottiglietta)
- Peperoncino di Cayenna
- Succo di jalapeño in salamoia (o succo di peperone verde)
- Semi di senape
- Cipolla tritata
- Aceto bianco
Un mix esplosivo, pensato non per il gusto, ma per dare uno shock termico, forse digestivo ma sicuramente sensoriale all’organismo.
La somministrazione stessa è una gag comica indimenticabile che richiede precisione “da manuale”:
- Si tappa il naso del malcapitato con una molletta da bucato.
- Gli si versa il liquido in gola usando un imbuto.
- Bisogna allontanarsi immediatamente (come suggerisce il barista: “Poi fate un passo indietro”).
Dopo pochi secondi di totale immobilità, a Doc iniziano letteralmente a fumare le orecchie, prima di scattare in piedi urlando e correre a tuffarsi a testa prima nella fontana dei cavalli, completamente sobrio.
Curiosità storica per gli appassionati: nel commento del film, il co-creatore Bob Gale ha spiegato che questi “beveroni miracolosi” anti-sbornia esistevano davvero nella tradizione dei saloon dell’Ottocento. Erano formule artigianali e segrete che i baristi tramandavano e che spesso contenevano un mix di spezie urticanti e, a volte, persino stimolanti all’epoca legali, formule andate poi del tutto perdute nel corso del Novecento. Qualche labile traccia la troviamo nei primi ricettari, da Johnson in poi.
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